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scritta illuminata vintage
12 Dic 2020 | aggiornato il: 5 Gen 2021

Stile vintage, retro e industrial: come riconoscerli?

 

L’infinito mondo di stili di arredo si abbatte su chi, spesso alla prima esperienza, decide di cimentarsi nella decorazione della propria abitazione. La prima domanda che spesso ci si pone è certamente relativa a quale stile scegliere. La risposta non è così semplice ma in linea generale è meglio riporre le proprie energie e quindi risorse nello stile d’arredo che più parla di voi.

 

La casa deve avere personalità, essere accogliente per voi ed i vostri ospiti e, soprattutto, comunicare ed emozionare. Per fare questo, però, bisogna che siate consapevoli dei vostri gusti. In passato questa decisione risultava molto più semplice poiché spesso era la funzionalità degli arredi a farla da padrona e non l’estetica.

 

Oggi grazie alle soluzioni di design, estetica e funzionalità vanno di pari passo e per arredare gli interni si fa riferimento anche a stili molto lontani dalla nostra zona geografica, questo anche grazie ad internet.

 

Tra gli stili che si sono affermati, in particolare negli ultimi anni, troviamo sicuramente lo stile vintage, quello retrò e lo stile industrial. Ma come possiamo riconoscere le caratteristiche di ognuno di questi stili per utilizzarli al meglio senza incappare in errori disastrosi?

Vediamone insieme peculiarità e definizioni.

 

Stile vintage

Avete presente quando entrate in una casa e avete subito l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo, a volte anche mal riuscito? Bene, non è assolutamente questo l’effetto che dovrebbe suscitare un arredamento in stile vintage. Chiariamo sin da subito che la massima espressione di un ambiente in stile vintage è la sua commistione con lo stile moderno e contemporaneo.

 

Un grave errore che spesso i non addetti ai lavori commettono, è quello di non conoscere le differenze tra lo stile vintage e quello retrò, con la conseguenza di mescolarli senza particolare attenzione e dar vita ad un risultato poco accattivante. Per capirne appieno le differenze è necessario partire con un po’ di storia e comprendere le origini dello stile vintage prima e di quello retrò poi.

 

Il termine vintage, preso in prestito dalla lingua francese arcaica, stava ad indicare i vini più antichi e quindi preziosi. Per questo si definiscono vintage tutti gli oggetti vecchi o se vogliamo, antichi che hanno preso posto nell’immaginario collettivo sino a diventare simboli o sinonimi di un’epoca ben precisa. Un oggetto vintage per essere considerato tale deve avere almeno 20 anni di età, un’ottima fattura e materiali di alta qualità. Non solo pezzi di arredamento, il vintage dilaga nella moda, nella gioielleria, negli accessori, nel mondo delle auto e persino degli strumenti musicali.

 

Mercatini dell’usato, aste online, siti specializzati, negozi di antiquariato e soffitte con antichi bauli ricchi di cimeli di famiglia, sono le principali fonti di approvvigionamento per tutti i vintage lovers che, prediligendo oggetti già esistenti e spesso dedicandosi in prima persona al loro restauro o riutilizzo creativo, strizzano l’occhio alla sostenibilità.

 

Il vero obiettivo di chi sceglie questo stile per l’arredo della propria abitazione è senza dubbio l’unicità. Parole d’ordine sono: pezzo unico, originale, mix and match e tanta, tantissima personalità. La scelta più riuscita in caso di utilizzo di pezzi vintage per l’arredo di casa, è senza dubbio quella di mescolare passato e presente, per evitare l’effetto mercatino delle pulci.

 

In questo modo valorizzerete ogni elemento, soprattutto se disponete di spazi ampi; ogni mobile o arredo vintage deve avere il giusto spazio attorno a sé, in modo tale da dargli l’attenzione che merita. Si può mantenere uno stile minimal anche scegliendo pezzi vintage.

 

Indubbiamente se sceglierete questo stile, facendo attenzione a non mescolare troppe epoche distanti tra loro e a dare il giusto spazio ad ogni pezzo, vi ritroverete una casa unica nel suo genere e ricca di fascino.

 

Stile retrò

Lo stile rétro ha avuto la sua consacrazione negli ultimi anni, grazie anche alla sempre maggiore attenzione verso il mondo del vintage. I due stili sono strettamente legati e si possono utilizzare insieme ma è necessario chiarire che un arredo vintage è originale, appartenente ad un’epoca ben precisa e fondamentalmente vecchio, mentre un arredo in stile retrò è prodotto nuovo nato per replicare o comunque richiamare un arredo vintage.

 

Per arredare la vostra casa in stile retrò, dovrete armarvi di pazienza, perché la ricerca di pezzi che si sposino bene tra loro, che richiamino un determinato periodo storico e che siano anche funzionali, non sarà semplice. La vostra attenzione si dovrà focalizzare sui dettagli, sulle minuzie che vi aiuteranno ad ottenere l’atmosfera fuori dal tempo che desiderate.

 

Innanzitutto cominciate ad informarvi sugli stili e sulle peculiarità che caratterizzano ogni epoca d’arredo in modo da riconoscere senza problemi un elemento che fa al caso vostro al primo sguardo. Il passaggio per veri professionisti del gusto retrò è quello di creare da soli il proprio mobile perfetto. Il relooking ed il restyling fanno sicuramente parte del bagaglio di un amante dello stile retrò. Veri e propri restauri con pitture e decorazioni vi aiuteranno a creare il mobile perfetto per la vostra casa.

 

Stile industrial

Lo stile industrial rappresenta per molti il giusto compromesso tra lo stile vintage e quello minimal. Questo stile richiama quello delle fabbriche dismesse ed è per questo motivo che è particolarmente indicato per l’arredo di spazi ampi come loft, alberghi ristoranti e negozi.

 

Tubi e mattoni a vista, muri poco rifiniti, metallo per scaffalature ed illuminazione, sofà in pelle: sono queste le principali indicazioni per riconoscere questo stile d’arredo a colpo d’occhio. Esistono due declinazioni dello stile industrial, una contemporanea che gioca con minimalismo e sobrietà, ed una vintage più calda e conviviale. Gli arredi dello stile industrial devono essere essenziali, pratici, senza fronzoli, dalle linee pulite e persino realizzati con materiali di riciclo.

 

In questa atmosfera dalle tinte grunge i vostri ospiti si sentiranno accolti e rimarranno affascinati dall’originalità della vostra abitazione in stile industrial.

 

Differenze tra stile vintage, stile retrò e stile industrial

Spesso c’è molta confusione nell’identificazione di uno stile d’arredo ben preciso; sono infatti tantissime le opportunità di scelta che spaziano da quelle più classiche e tradizionali a quelle moderne e minimal. In questo mondo così variegato di scelte si è da qualche anno affermato il macro-filone dello stile vintage che porta con sé innumerevoli declinazioni come lo stile retrò e quello industrial. Vediamo insieme come destreggiarsi tra i diversi stili.

 

Se vintage e retrò spesso vengono scambiati per sinonimi, ma non è così. Infatti, se possiamo definire vintage tutti gli oggetti di antica fattura, quindi realizzati in passato, la definizione retrò si utilizza per oggetti o arredi realizzati nel presente, ma che si ispirano ad uno stile passato.

 

Possiamo dire che lo stile retrò, facendo riferimento ad epoche lontane è una delle declinazioni dello stile vintage. Allo stesso modo lo stile industrial rappresenta un’altra sottocategoria dello stile vintage; uno stile anch’esso che si ispira al passato ma che prevede l’utilizzo di elementi sia contemporanei che appartenenti ad un’epoca passata.

 

Per chiarirti ancora meglio le idee, ecco alcuni esempi di oggetti che rientrano in questi stili:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

written by Ingrid

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